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La vulva, che capolavoro!

the great wall of vagina

Sono tutte diverse, non ce n’è una uguale all’altra.
Asimmetriche, rosa, caramello, scure, con labbra allungate, rugose, carnose, con piercing, senza piercing, con peli rossi, bruni, biondi o glabre…

E’ questa meravigliosa varietà che ci rende uniche e speciali, eppure i diktat dell’industria pornografica vogliono farci aderire ad un’idea stereotipata della vulva.

Non riconoscersi in un modello morfologico prestabilito crea imbarazzo a molte donne, ne è la riprova l’aumento di labioplastica.

Il trend ha sorpreso alcuni artisti che si sono mossi per sensibilizzare il mondo femminile sul tema.

Apparato genitale femminile, questo sconosciuto

Potrebbe sembrare una conoscenza ormai acquisita ma purtroppo non è così per la maggior parte delle persone.
Manca un’educazione sessuale e parlare di genitali è sempre un tabù, non dovremmo tanto stupirci, dunque, se si ha ancora scarsa consapevolezza delle proprie parti intime.
Quanti e quante ancora non hanno ben chiaro cosa sia la vagina, dove si trovi e quale sia la sua funzione!
Per vagina in troppi ancora intendono tutto l’apparato genitale femminile.

Cara la mia amata vulva, tu, con il tuo clitoride, le grandi e piccole labbra, tu che più delle altre zone del corpo ci sai regalare momenti massimi di felicità, mettiti da parte al cospetto della calda caverna che accoglie la penetrazione. Che per l’amor del cielo, ci piace sempre tanto, tantissimo e ancor di più, ma non dimentichiamoci che anche l’orgasmo vaginale è pur sempre merito di Sua Santità il clitoride.

Occorre poi anche precisare che molti individui con la vulva non si identificano nel genere femminile.
Ci sono diverse identità di genere che la possiedono e per questo sarebbe meglio parlare di individui con la vulva.
Comprendere che il nostro corpo è unico e speciale è un primo passo per una visione più aperta e rispettosa verso se stessi e gli altri.

La vulva tra arte e militanza

Come accennavo all’inizio, molti artisti stanno dando il loro contributo per promuovere e celebrare in tutta la sua bellezza il nostro tesoro nascosto.

Tra questi c’ è The Vulva Gallery, una piattaforma educativa nata nel 2016 che ritrae le diversità in una raccolta di illustrazioni ad acquarello.
Hilde Atalanta, illustratrice residente ad Amsterdam, si è posta l’intento di informare, dare consigli e raccogliere esperienze personali di donne che con la scoperta della loro difformità si sono sentite anomale.
Ha iniziato dipingendo vulve immaginarie, poi è passata a cercare ispirazione nel web e ad oggi ritrae le foto di vulve che le vengono spedite.

the vulva gallery

 

vagina guerilla

 Vagina Guerilla è un’associazione parigina militante che ha adottato la vulva come simbolo di emancipazione. La Vulva, la revolution!
Anche nel loro sito, come in quello di The vulva gallery, sono in vendita accessori che rappresentano la zona erogena per eccellenza del piacere femminile.
Accessori utilizzati come armi di diffusione di massa per rendere popolare la vulva almeno quanto il pene.

Su Instagram potete trovare SocialVagina, un’altra artista che con i suoi lavori punta ad abbattere l’iconografia classica della vulva, sostenendo il principio che non esiste uno stereotipo di “normalità” e “perfezione” ma ogni vulva è normale ed unica.

social vaginasocialvagina

 

The Great Wall of Vagina” è invece l’opera con cui Jamie McCarney ha voluto contribuire allabattaglia contro l’ idealizzazione di bellezza riconosciuta dai media.
Come altre parti del corpo, naso, piedi, capelli, anche le vulve sono tutte diverse e si modificano nel corso della vita partendo dalla pubertà.
Così in 5 anni ha selezionato 400 donne dai 18 ai 73 anni per fare un calco del loro apparato genitale esterno realizzando 10 pannelli per un totale di 9 metri .
Nei ritratti ci sono donne incinta, prima e dopo il parto, mamma e figlia, due gemelle, un calco prima e dopo la labioplastica.


the great wall of vagina

Concluderei questo inno alla vulva con le parole di Jonny Costantino estrapolate dal blog “Il primo amore”

 

“La vulva è l’origine della vita e del mondo.
L’origine dipinta da Courbet e incisa da Fontana,
filosofata da Bataille e narrata da Henry Miller,
filmata da Oshima e fotografata da Araki.
Giusto per comporre tre dittici con sei artisti della vulvavisione.
La vulvavisione è all’origine dell’arte.
L’arte del dentro e dell’oltre.
L’arte che va così dentro da condurci oltre”

 

 

 

 

 

 

 

Elenia Di Liberti

Cinema e TV Producer || Blogger

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