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Masturbazione femminile. L’ultimo tabù

masturbazione

Il sesso è come il bridge: se non hai un buon partner, meglio che tu abbia una buona mano.

Alda Merini

“Mentre tutti gli animali, non appena maturi sessualmente, si accoppiano liberamente, la donna deve attendere, pazientemente ed ansiosamente, di essere scelta da un uomo. (…) Deriva da questa una modificazione psicologica dannosa e quasi sempre una deviazione morbosa verso l’autoeccitazione. Evidentemente il danno derivato da masturbazione nella donna assume sempre una certa gravità”.
(Enciclopedia della vita sessuale, J.H. Smith, 1949).

La masturbazione femminile, dopo settant’anni, resta un tabù: il desiderio ed il piacere femminile, prepotenti ed intensi fanno ancora paura, specie se possono essere soddisfatti senza necessariamente la presenza di un uomo.

Già nel 5000 AC, nella valle del Nilo, nacque la pratica della mutilazione genitale femminile allo scopo di imbrigliare e limitare il desiderio sessuale femminile.
Nell’Antica Grecia gli uomini erano spaventati dall’intensità del piacere femminile, tanto da promuovere matrimoni in età puberale.
Dall’avvento del Cristianesimo in poi, la masturbazione assunse decisamente una connotazione immorale e peccaminosa. Fu solo nel 1558 che l’anatomista Colombo descrisse per la prima volta la clitoride: la sua osservazione fu “premiata” con un’accusa di blasfemia, stregoneria e satanismo.

Ancora secoli dopo, nell’America di fine 1800, i ginecologi valutavano le dimensioni delle labbra vulvari e conducevano test dove veniva fatta passare della corrente elettrica attraverso l’uretra, per smascherare un’anomala tendenza alla masturbazione.
Fu comunque nel clima repressivo del 1800 che vennero brevettati i primi vibratori, anche se a scopo medico, per trattare l’isteria.
Passando attraverso i giudizi di Freud e un clima culturale repressivo, ad oggi l’autoerotismo femminile è finalmente stato sdoganato. O almeno: ci si prova.

A ciascuna il suo

Il sessuologo Jean Yves Desjardins ha descritto varie modalità per raggiungere il piacere durante l’autoerotismo.

In particolare nella masturbazione possono essere osservate tre modalità:

  • Modo arcaico: vengono stimolati, attraverso pressione, i recettori profondi.
    Nella donna, classicamente, il punto di non ritorno verso l’orgasmo viene raggiunto stringendo le cosce a gambe accavallate.
    È un metodo di stimolazione genitale tipico anche dell’infanzia: banalmente andare sull’altalena o mettersi a cavalcioni del bracciolo di un divano dondolandosi risulta piacevole fin da allora.
    Il modo arcaico consente di raggiungere rapidamente l’orgasmo, di scaricare la tensione ed è discreto.
  • Modo meccanico: in questo caso viene stimolato, in modo rapido ed esclusivo, la clitoride.
    Vengono coinvolti i recettori superficiali della pelle.
    È un metodo di masturbazione che consente rapidamente di raggiungere l’orgasmo; praticamente sempre si associa ad immagini di scenari erotici (proprie o fruite da video).
  • Modo a corrente continua: si alternano stimolazione dei recettori superficiali e profondi della vulva. Il tipico esempio di modo di eccitazione a corrente continua è l’uso di un vibratore oppure del doccino.
    Le donne che preferiscono questa modalità più spesso necessitano di stimolazione della clitoride anche durante la penetrazione per raggiungere l’orgasmo.

Non tutto quello ciò che è piacevole, è dannoso

Secondo diversi studi, la frequenza con cui una donna si masturba aumenta con l’aumentare dell’età ma rimane comunque sottostimata per vergogna: si parla dell’89% delle donne, scende al 48% la percentuale di donne che dichiara di masturbarsi una volta alla settimana e al 22% per coloro che praticano autoerotismo ogni giorno.

È interessante il dato secondo cui il 70% delle donne con un compagno/a fissi si i masturbi regolarmente: ci aiuta ad eliminare il primo pregiudizio, e cioè che la masturbazione femminile possa essere legata ad insoddisfazione nella vita di coppia.
Al contrario i vantaggi dell’autoerotismo sono moltissimi: rilassa, favorisce il sonno, aumenta il desiderio sessuale e permette ad ogni donna di esplorare il proprio corpo con tranquillità trasmettendo successivamente al/alla partner quanto scoperto; ogni donna è infatti diversa ed ogni donna prova piacere e quindi si masturba in modo differente.

A quanto pare riduce anche il dolore mestruale per cui… non ci sono scuse.

Antonella Cilento, nel suo bellissimo “Lisario e il piacere infinito delle donne scrive:

“Lisario iniziò a muovere le dita. Procedeva geometrica. A cosa pensava? Poi buttò di colpo il capo all’indietro e prese ad ansimare. Questa volta tutto il suo corpo prese un nuovo aspetto: non c’era più una Lisario, ma due, quattro, dieci e anche cento. Un battaglione pronto ad uccidere o forse a generare, il mare che avanzava a grosse onde sulla battigia e che affogava i passanti anche se c’era piede, un terremoto da cui sorgevno pire e pinnacoli, e pianure e città svanivano sottoterra.”

 

Marina Cortese

Medico Chirurgo, Ginecologa ed Ostetrica, Sessuologa

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