Porno Marketing

Cupido ha il GPS. Abbiamo provato cinque app di dating online

Secondo lo studio dei professori di economia, Josuè Ortega (Essex) e Philipp Hergovich (Vienna), una relazione su tre oggi nasce online (le app di dating valgono 4,6 miliardi).

Cupido non tiene più frecce nella sua faretra, bensì attiva il localizzatore GPS del proprio smartphone e via, giù a spulciare tra centinaia di foto profilo più o meno decorose. Abbiamo curiosato sugli app store, e abbiamo deciso di provare alcune tra le dating app più utilizzate. 

L’elemento principale che accomuna queste applicazioni dell’amore è la creazione di un profilo utente, che includa in modo conciso una descrizione di sé, magari le proprie aspettative, e una o più foto. Ecco, sulla scelta delle foto – e delle parole usate per le descrizioni – ci sarebbe un po’ da disquisire…
Sicuramente ci permettono di farci un’idea della persona che sta dall’altra parte del display.

Grindr

Grindr è la dating app più celebre tra gli uomini gay. Parlandone con qualche amico che la utilizza emerge anche che, pare, sia pure la più adatta a chi cerca l’amore da una botta e via.

Al momento della registrazione, è una delle app più attente al rispetto dell’identità dei propri utenti. No, non fraintendiamo: anche l’anonimato è una delle caratteristiche portanti di ogni dating app che si rispetti, e Grindr ne tiene ben conto. Questa app non solo ti permette di scegliere, alla creazione del tuo profilo, per esempio, una tribe di appartenenza (orso, leather, nerd, sportivo, e diverse altre), ma anche di esprimere in che modo ti identifichi: se sei un uomo cisessuale, donna cisessuale (l’app non è riservata ai maschietti, come in genere si pensa) trans FtM o MtF, queer, crossdresser, etc.

Un altro aspetto che ci ha colpito è l’attenzione rivolta allo stato di salute dell’utente, facendo riferimento in particolare all’HIV (“Stato HIV positivo/negativo”, “Data ultimo test”) e ad altre malattie sessualmente trasmissibili. Questo tipo di informazioni è particolarmente utile a chi è intenzionato a vivere un’avventura… In un approccio più tradizionale conoscersi richiede tempo, figuriamoci sapere l’esatto stato di salute. Ma tant’è, e non fa certo male ricordare quanto sia importante.

Completato il proprio, si apre la carrellata di profili, ordinabili per distanza dalla propria posizione geografica e si iniziano a scambiare conversazioni… piuttosto “decise”.
Gratuita, è disponibile anche una versione plus a pagamento, senza pubblicità.

Luxy

Luxy ci ha fatto pensare in primis alla lussuria, e in effetti ci può anche stare. Ma è il lusso la colonna portante di questa dating app! Sei un uomo eterosessuale abbiente, ipoteticamente single? Sei una donna affascinante alla ricerca dell’uomo con un enorme… jet privato? Luxy è l’ app che fa per voi.

Registrarsi è semplicissimo. Uno username, la data di nascita, il sesso (qui non si pensa molto alla varietà di gender), una o più foto. Queste devono essere chiare, almeno una in primo piano (c’è persino la sagoma da far combaciare per l’inquadratura giusta). E attenzione a fare i furbetti! Le foto sono tutte soggette a verifica. Da questo punto in poi le cose si fanno più nebulose, almeno per chi voglia curiosare come noi.

Per ottenere la piena funzionalità dell’app occorre ottenere l’approvazione degli altri membri che visualizzano il tuo profilo entro 24 ore dalla sua creazione, oppure passare alla versione a pagamento “Black”, il che non dovrebbe consistere in un problema dato il target.

Si può sempre rendere il profilo più appetitoso aggiungendo foto e, già che ci siamo, anche il tuo guadagno annuale netto. Eh già. Il profilo può arricchirsi anche di interessi, abitudini, lingue parlate, e anche da etichette che descrivono le proprie qualità. Cosa non si fa per (vero) amore…

I ricchi maschietti avranno certo di che essere contenti: abbiamo potuto sfogliare qualche profilo del gentil sesso (un maschio può visualizzare solo profili femminili), e sembrano praticamente tutte delle bellissime modelle! 

Hornet

Torniamo nel mondo queer con Hornet, un’app il cui nome sembra stuzzicare la malizia, e un pochino lo fa senz’altro. Eppure registrandosi (gratuitamente) si apre un mondo particolarmente interessante. Infatti Hornet è pensata non solo per fare nuovi incontri, ma per generare e nutrire una vera e propria comunità.

Dalla home si può accedere a tre sezioni distinte: “Ragazziè la parte dedicata agli incontri, si possono vedere le foto degli altri utenti e contattarli, effettuare delle ricerche in base agli hashtag che descrivono i propri interessi o in base alla zona geografica; “Luoghi” suggerisce dove ci si può incontrare o semplicemente divertirsi un po’ (in pieno stile rainbow, naturalmente), come locali, discoteche, club, hotel, con tanto di recensioni degli utenti.


La parte che senz’altro abbiamo piacevolmente trovato più interessante e originale, le “storie”, dove sono raccolti articoli di attualità, news, curiosità redatti da membri selezionati della community. Insomma, app per incontri sì, ma perché limitarsi a questo? Una filosofia stimolante che ci piace assai. Sebbene aperta a tutti i membri LGBTQ, anche Hornet sembra essere preferita dai maschietti gay.

Feeld

Feeld invece potrebbe essere considerato come un boost per il proprio profilo Facebook, social al quale è legata in modo molto accattivante. Aperta a tutti, single e non, etero e omosessuali, fin dalla registrazione l’app rende chiaro che è “aperta a tutti i generi e identità sessuali, dedicata a creare uno spazio inclusivo dove tutti possano essere onesti con sé stessi restando responsabili con gli altri.” Un claim meraviglioso, ma come si concretizza?

Feeld rende possibile associare il proprio profilo Facebook (da solo o con quello di un’altra persona) a quello anonimo creato per l’app. Da quel momento si potranno visualizzare gli altri utenti, iscritti allo stesso modo, e mettere un like a quelli che ci piacciono di più. L’app ci notifica soltanto se il like viene ricambiato (come Tinder in pratica), quindi di fatto vengono messe in contatto solo persone che già affermano di piacersi, in caso contrario occhio non vede e cuore non duole. Il tutto sempre in modo anonimo, si useranno dei nickname e solo quando e se lo si vorrà potremo rivelare chi siamo.

Feeld abbatte i pregiudizi e i cliché morali in modo aperto, esplicito, senza giochi di parole: hai voglia di conoscere qualcuno? Fallo. Non importa chi sei. Siete una coppia in cerca di una terza persona, o di un’altra coppia? Nessun problema. Patti chiari e amicizia lunga, basta ipocrisie.

Breakup Help

L’ultima app di cui vogliamo parlare esula effettivamente dal dating in senso stretto, ma in amore si sa, non si vince sempre, e tutti prima o poi finiamo col dover affrontare la fine di una relazione. Cosa che non è mai piacevole, specie se non siamo dalla parte di chi prende la decisione. Basta preoccuparsi!

Da oggi c’è Breakup Help, l’app per cuori infranti. Breakup Help crea un vero e proprio calendario con attività giornaliere e un (rassicurante?) conto alla rovescia tra una challenge e quella successiva. Ogni giorno ci vengono suggerite delle attività, dei compiti da svolgere, tutti mirati a distaccarci in modo graduale dalla persona che non ci vuole più, come togliere l’amicizia da Facebook, cancellare vecchie foto romantiche e via dicendo. Inoltre è possibile tenere un diario dove scrivere liberamente i propri pensieri e sfoghi, senza tenerci niente di doloroso dentro. Si possono trovare ispirazione e conforto con citazioni di autori celebri, oppure chattare con Mr Zup, il bot pronto a sorbirsi tutti i piagnistei che non siete in grado di trattenere. Sempre meglio di trasformarsi in uno/a stalker, no?

Laura Venturini

Consulente SEO e CEO di Quindo

Add comment